⭐ Editore: Marcos y Marcos ⭐ Collana: Alianti ⭐ Genere: Narrativa ⭐Pubblicazione: 25/10/2012 ⭐Numero di pagine: 288 ⭐Cod.EAN: 9788871686301 ⭐Prezzo di listino: 16 € ⭐Lingua: Italiano

Fiabe della buonanotte: Le Cimici e il Campionato Mondiale

Fiabe della buonanotte!

Quando arriva il momento di mettere a nanna i vostri bambini, si tenta qualunque cosa. C’è chi li fa giocare, chi li coccola con un lungo bagnetto.  Altri invece provano a tenerli in braccio, a cullarli fino a che non chiudono gli occhietti, o c’è chi usa metodi alternativi come le tisane nel biberon, o cose simili. Ogni giorno si segue un lento rituale in modo da creare un’abitudine o una situazione di relax.

Spesso e volentieri però, questi metodi falliscono tutti, o quasi. I bambini ne sanno una più del diavolo e quando arriva è il momento di dormire se ne inventano di tutti i colori.

Quindi cosa fare prima della nanna, giocare o leggere?In una parola? LEGGERE DELLE FIABE DELLA BUONANOTTE!

 

 

 

 

 

Le Cimici e il Campionato Mondiale di Nascondino

 

«Scheggia, ore dodici».

«Ore dodici? Sono le cinque, Comandante Capo».

«Scheggia, non essere ridicolo! Ore dodici vuol dire davanti a te. Guarda davanti a te e dimmi cosa vedi».

«Aspetti Capo, ho perso il binocolo…»

«Scheggia: muoviti!»

«Ok ci sono. A ore dodici vedo un albero».

«E dietro l’albero cosa vedi?»

«Dietro l’albero vedo… Aspetti, devo mettere meglio a fuoco il binocolo. Ah no Capo, lo stavo tenendo al contrario».

«Scheggia se non mi dici subito cosa vedi, ti abbandono su questo prato e nel giro di cinque minuti ti faccio trovare dal Cercatore».

«Ok Capo: ci sono. Vedo dei cestini della spazzatura, ma sono sicuro che lei Capo mi sta chiedendo cosa vedo dietro i cestini, vero?»

«Scheggia: vedo che inizi a capire».

insetto o scherzetto? copertina raccolta di racconti

«A ore dodici dietro l’albero e dietro i cestini della spazzatura, vedo una casa. Capo quella è una casa!»

«Bravo Scheggia, sapevo che non mi avresti deluso. L’abbiamo trovata finalmente. Quella è “La Tana” il nostro ultimo obiettivo. Se saremo fortunati da riuscire ad arrivarci, potremo vincere il Campionato Mondiale di Nascondino».

«Incredibile Capo!»

«E ora va’, raduna tutti gli altri. Riunione tra cinque minuti dietro l’albero».

«Quale albero, Comandante Capo?»

«Questo, allievo Scheggia, questo dove siamo da più di due ore. E mi raccomando non farti vedere dal Cercatore, potrebbe spuntare fuori in qualsiasi momento».

Per la verità il Cercatore in questione, animale molto comune e anche innocuo essendo un gatto nero di nome Barù, stava dormendo indisturbato poco distante da lì.

Nel frattempo Scheggia, che era un po’ grasso, raggiunse lentamente l’accampamento nascosto.

«Soldati dello squadrone Gli Introvabili: sull’attenti!»

Lo squadrone “Gli Introvabili” composto da dieci cimici da combattimento, si levò subito in piedi. Quanto a Scheggia,  sgranocchiando il gambo di un filo d’erba, disse:

«Tra poco arriverà il Comandante Capo con una novità. È da più di due ore che siamo sotto questo albero, ma ora si cambia musica…»

Nel frattempo, mentre Scheggia parlava, qualcosa di peloso e molto giallo, grande quanto una palla di cannone, stava precipitando dal cielo. Quella palla altro non era che una pallina da tennis, tirata da un bambino perché il suo cane l’andasse a riprendere.

«Allievo Scheggia credo che stiamo per essere attaccati…»

«Silenzio soldato! Non interrompere l’allievo del comandante senza un valido motivo!»

«Guardi in alto, e vedrà quanto grande e valido è il motivo!»

Scheggia non ebbe il tempo di accorgersi della gigantesca palla gialla perché piombò su di loro proprio in quel momento.

Quella specie di limone gigante e peloso colpì le tende dell’accampamento, disperdendo nel prato tutto lo squadrone. Nel frattempo il Capo, che si era arrampicato sul tronco dell’albero, decise di buttarsi giù aprendo le sue ali con cui fece un volo tutto sbilenco fino a terra.

«State tutti bene?» disse mentre riuscì a ritrovare Baracca e Burattini, le cimici più in gamba di tutta la squadra che via via recuperarono tutti gli altri.

«Squadrone, ascoltatemi! Siamo tutti sani e salvi e in più nessuno ci ha ancora scoperto. Abbiamo la vittoria in pugno! La casa bianca che vedete di fronte a noi è la nostra “Tana”. Dobbiamo raggiungerla e abbiamo pochissimo tempo. Il Cercatore potrebbe essere già sulle nostre tracce. E noi vogliamo vincere, sì o no?»

«Signorsì signore!» dissero tutte le cimici insieme.

«E allora forza! Baracca e Burattini, sarete i primi ad avvicinarvi alla Tana. E voi due Chiodo e Martello, voglio che realizziate una tenda verde di copertura. Scheggia? Dov’è finito Scheggia?»

«Scheggia è stato il primo a essere colpito, signore! La palla è caduta su di lui e lo ha fatto volare di parecchi metri».

«Trapano, Incudine, Bullone trovatelo prima del Cercatore o saremo eliminati. Ci vediamo davanti alla Tana tra otto minuti esatti. Tutti gli altri invece, con me!»

Nel frattempo, Scheggia, che era volato lontano dieci passi da elefante, era atterrato esattamente su qualcosa di soffice e caldo.

Incudine, Bullone e Trapano lo trovarono subito perché era finito proprio sulla schiena del Cercatore, il gatto Barù, che dormiva bellamente.

Un passo falso e tutta la missione sarebbe saltata.

In quel momento Bullone ebbe un’idea.

«Vi spiego il mio piano. Grazie a questo elastico che ora legherò a quei due sassi laggiù, farò una fionda e così ci lanceremo veloci al traguardo!»

Nel frattempo gli altri aiutarono Scheggia a scendere giù dalla schiena di Barù, che a un tratto aprì gli occhi, fece uno sbadiglio, e chissà come si riaddormentò.

Allora tutti corsero alla fionda e fecero un volo lunghissimo e ben fatto, giungendo davanti alla Tana, sani e salvi.

«Comandante Capo, missione compiuta!» disse Bullone.

«Sì ma dov’è Scheggia?»

Ancora una volta Scheggia mancava all’appello perché era rimasto indietro e Barù era alle sue spalle!

cimici che corronoE fu così che invece di correre, si fermò sugli scalini della casa, si voltò indietro, guardò Barù negli occhi e senza paura abbassò la sua tuta da combattimento.

In un istante fece una puzza così tremenda come solo le cimici da combattimento sanno fare.

«Bleah! Che odore terribile!!!» grido Barù che scivolò giù dagli scalini.

«Scheggia! Scheggia!» lo acclamavano i suoi compagni appena arrivò al traguardo della Tana.

«Finalmente hai capito cosa vuol dire non mollare mai e vincere!» disse il Comandante Capo.

«Eh no Capo, la devo correggere… questa volta ho dovuto proprio mollare per vincere!»

«Scheggia, non ti smentisci mai…» disse il Capo.

E proprio grazie a Scheggia e alla sua incredibile puzza, le cimici dello squadrone Gli Introvabili che da due anni, cinque mesi e tre giorni si nascondevano, furono i primi a vincere il Campionato Mondiale di Nascondino!


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