⭐ Editore: Marcos y Marcos ⭐ Collana: Alianti ⭐ Genere: Narrativa ⭐Pubblicazione: 25/10/2012 ⭐Numero di pagine: 288 ⭐Cod.EAN: 9788871686301 ⭐Prezzo di listino: 16 € ⭐Lingua: Italiano

Fiabe della buonanotte: Zac, il Ragnetto

Fiabe della buonanotte!

Quando arriva il momento di mettere a nanna i vostri bambini, si tenta qualunque cosa. C’è chi li fa giocare, chi li coccola con un lungo bagnetto.  Altri invece provano a tenerli in braccio, a cullarli fino a che non chiudono gli occhietti, o c’è chi usa metodi alternativi come le tisane nel biberon, o cose simili. Ogni giorno si segue un lento rituale in modo da creare un’abitudine o una situazione di relax.

Spesso e volentieri però, questi metodi falliscono tutti, o quasi. I bambini ne sanno una più del diavolo e quando arriva è il momento di dormire se ne inventano di tutti i colori.

Quindi cosa fare prima della nanna, giocare o leggere?In una parola? LEGGERE DELLE FIABE DELLA BUONANOTTE!

 

 

 

Zac, il Ragnetto

 

In un piccolo paese di nome Tre Case c’erano tre piccole case. In ognuna di queste case c’erano tre piccole finestre. Sul cornicione di ogni finestra si appoggiava sempre un uccellino perché voleva guardare cosa c’era dentro.

Cosa guardavano ogni giorno i tre uccellini?

Se qualcuno fosse stato piccolo come loro da poter volare e appoggiarsi su uno dei cornicioni, avrebbe visto una cucina.

Proprio così: oltre le tre finestre c’erano tre cucine e dentro ogni cucina ci lavorava una cuoca. Le tre piccole cuoche che lavoravano ogni giorno nel paese di Tre Case erano tre sorelle di nome: Dora, Nora, e Lora.

Tutto filava liscio come l’olio nelle loro cucine. «Metti il sale di qua, aggiungi il pepe di là», dicevano sempre, «assaggia questo, assaggia quello, ahia ma scotta!»

Se non fosse che a un certo punto Dora aprì il frigorifero e notò che erano spariti i pomodorini.

Arrabbiata, chiamò sua sorella Nora al telefono. Anche sua sorella Nora aveva appena scoperto che nel suo frigo mancavano proprio i pomodorini. Allora le due sorelle, arrabbiatissime, andarono a casa di Lora dicendo che qualcuno aveva rubato loro tutti i pomodorini.

La terza sorella, Lora, non era per nulla arrabbiata, anzi era felice.

«Perché sei tutta felice?», chiesero le due sorelle invidiose.

Lora era felice perché Zac, un ragnetto suo amico che si era rotto una zampina, era finalmente guarito.

«Come fai a dire che questo Zac è guarito?» chiesero le sorelle in coro.ragnetto

«Semplice», rispose Lora schioccando le dita, «non è più nella sua tana».

Zac era un ragnetto coraggioso. Aveva perso la strada di casa e così per cercarla si era arrampicato sul tetto della casa di Lora. Solo che il vento lo aveva fatto cadere sul cornicione della sua finestra e così si era rotto una zampetta.

Lora non aveva paura dei ragni, e così si occupò di lui. Gli diede da mangiare tre chicchi di riso al giorno.

«Bleah, che schifo i chicchi di riso», diceva fra sé e sé il ragnetto. «Per chi mi ha preso quella cuoca? Per una gallina? Io non mangio chicchi di riso, io mi nutro di grosse mosche o al massino di succulenti moscerini».

Zac col tempo si affezionò alle cure della cuoca Lora. Ogni mattino gli portava acqua fresca dentro il tappo di una bottiglia, e poi aveva un bell’angolo riparato dove fare la ragnatela e dormire tranquillo. E le bende sulla zampetta rotta, Lora gliele cambiava ogni sera.

«Secondo te guarirò presto?» le chiese Zac prima di andare a dormire.

«Ma certo piccolo mio, tra poco tornerai a casa. Domani toglieremo le bende» rispose Lora, e poi gli lasciò una coperta tutta rossa e gialla fatta da lei, grande quanto un francobollo.

«Se stando lì appeso ti stanchi la zampina ferita», disse a bassa voce «puoi sempre dormire qui».

Zac si trovava così bene con Lora, che anche quei tre chicchi di riso cominciavano a piacergli. Non voleva più tornare a casa. Infatti la zampetta era guarita già da un pezzo e prima o poi Lora se ne sarebbe accorta.

«Domani mi farò venire un’idea…» disse Zac, che scendendo giù dalla ragnatela, s’infilò sotto la coperta nuova. Poi chiuse un occhio, chiuse anche l’altro, ma a un tratto odorò qualcosa.

«Sniff, sniff» annusò. «Che strano profumino…» si disse mentre correva in direzione di quell’odore che lo portò al lavabo, dove trovò un cestino colmo di pomodorini tutti rossi.

«Ci sono!», disse.

Zac aveva avuto un’idea.copertina libro insetto o scherzetto?

«Se ne mangio uno, domani magari non mi sentirò bene e mi verrà la febbre, così Lora dovrà curarmi ancora per un bel po’».

E fu così che si avvicinò a uno dei pomodorini e se lo mangiò tutto intero in un sol boccone.

«Ma che buono che è!» e ne mangiò un altro e poi un altro ancora e poi ancora e ancora.

Zac non aveva mai mangiato i pomodorini in vita sua, e non sapeva che bisognava masticarli prima di mandarli giù! Ormai era troppo tardi. Zac li aveva mangiati tutti interi e così si gonfiò e si gonfiò e gonfio… Era grosso come un cocomero, non riusciva più a muoversi, e così rotolò fino a volare giù.

«Oh no, cosa sta succedendo?! Non riesco più a fermarmi. Aiuto!»

Nel buio della notte Zac si ritrovò sul pavimento a rimbalzare come una palla rimbalzina che faceva “Boing! Boing! Boing!”

Rimbalzò così tanto che uscì dalla cucina e finì giù per le scale. Saltellò su tutti i gradini e poi al piano di sotto rimbalzò sul muso della tartaruga BinBin poi sulla credenza, sul divano, sul tavolo e da lì rimbalzò verso una finestra che Lora aveva lasciato aperta.

E così Zac uscì di casa continuando a rimbalzare per il paese di Tre Case, fino a che…

«Fino a che?», chiesero in coro le sorelle.

«Fino a che», disse Lora «qualcuno non l’ha aiutato a sputare tutti i pomodorini».

«Davvero? Chi è stato?»

«Zic, il suo fratello più grande. Perché Zac, a furia di rotolare aveva finito per ritrovare la strada di casa. Felice di essere tornato normale, è venuto a salutarmi e a raccontarmi di voler tornare dalla sua famiglia».

«Molto carino questo ragnetto sorellina, però non ci hai ancora detto come mai tutti i nostri pomodorini sono spariti…» disse Nora innervosita.

«Già, che fine hanno fatto? È stato Zac?! Confessa!» disse Dora.

«Ecco… la verità è che sono stata io. Zac si era preso tutti i miei e io oggi dovevo cucinare la pasta al pomodoro!» confessò Lora, che per la vergogna diventò anche lei come un pomodorino. No, non tutta gonfia, cosa avete capito? Diventò tutta rossa!

«Cosa ne dite se per farmi perdonare oggi mangiamo tutte insieme la pasta che ho cucinato?»

Nora e Dora si guardarono negli occhi poi fecero un gran sorriso e risposero: «Grazie Lora! Non vediamo l’ora.»

E fu così che Lora, Dora, e Nora fecero pace!


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