⭐ Editore: Marcos y Marcos ⭐ Collana: Alianti ⭐ Genere: Narrativa ⭐Pubblicazione: 25/10/2012 ⭐Numero di pagine: 288 ⭐Cod.EAN: 9788871686301 ⭐Prezzo di listino: 16 € ⭐Lingua: Italiano

Fiabe della buonanotte: Le gemelle forbici

Fiabe della buonanotte!

Quando arriva il momento di mettere a nanna i vostri bambini, si tenta qualunque cosa. C’è chi li fa giocare, chi li coccola con un lungo bagnetto.  Altri invece provano a tenerli in braccio, a cullarli fino a che non chiudono gli occhietti, o c’è chi usa metodi alternativi come le tisane nel biberon, o cose simili. Ogni giorno si segue un lento rituale in modo da creare un’abitudine o una situazione di relax.

Spesso e volentieri però, questi metodi falliscono tutti, o quasi. I bambini ne sanno una più del diavolo e quando arriva è il momento di dormire se ne inventano di tutti i colori.

Quindi cosa fare prima della nanna, giocare o leggere?In una parola? LEGGERE DELLE FIABE DELLA BUONANOTTE!

 

 

 

Le Gemelle Forbici

 

 

«Signore e signori insetti! Insetti grandi e insetti piccini! Buonasera! Direttamente dai più grandi palcoscenici di tutto il mondo, in esclusiva solo per voi stasera, le uniche gemelle siamesi, le strabilianti acrobate, le incredibili trapeziste: Le Gemelle Forbici!»

Ogni spettatore del Circo Mille Sogni fece un caloroso applauso, felice di poter ammirare le loro star, solo che in scena non si presentò nessuno.

Bruco D’oro, il presentatore, fece finta di nulla e disse:

«Che birichine! Di sicuro sono là dietro da qualche parte e non vedono l’ora di esibirsi!»

Poi lanciò un’occhiata al suo assistente Sveltino, un vermicello verde tuttofare, e a bassa voce gli ordinò di cercare le gemelle.

«E fai presto» aggiunse, «se non si esibiscono stasera, il pubblico vorrà indietro i soldi del biglietto e tu, caro mio, verrai licenziato. Hai capito?»

L’assistente vermicello si precipitò alla roulotte dove le due gemelle si preparavano prima dello show.

«Toc, toc, sono Sveltino, posso entrare?» Senza perdere tempo s’intrufolò all’interno, ma le poltrone dei camerini erano vuote.

A un tratto però udì delle urla che arrivavano poco distante dalla roulotte. Infatti dietro il tendone del circo, sopra un palo della luce, si trovavano le due gemelle siamesi.

«Te lo scordi ciccia», disse la gemella di destra, «ti avevo avvisato, questa gonna rossa è mia, è sempre stata mia e sarà sempre mia».

«Eh no, tesoruccio bello, quella gonna te l’ho prestata io l’anno scorso. Ti ricordi che non avevi niente da metterti?» disse l’altra, la gemella di sinistra.

«Scusate», disse Sveltino che si era arrampicato sul palo, «signore sorelle gemelle siamesi, avrei bisogno di parlarvi un attimino…»

«Ah è così?» disse la gemella di destra. «Ti voglio ricordare quando hai rotto il mio tutù fucsia durate quel salto mortale, che se non fosse stato per me ora saremmo a forma di frittata».

«Come osi? Non te l’ho rotto io. Era già rotto. E sai perché? Sei ingrassata ecco perché!»

L’assistente ci riprovò:

«Gentilissime gemelle, avremmo un piccolo problemino di là, sapete, ci sono duecento insetti che muoiono dalla voglia di vedervi sul trapezio…»

«E tu cosa caspita vuoi?!» dissero le due roteando gli artigli a forma di forbice.

Sveltino, per paura di finire a pezzettini, strisciò via in un lampo.

«Allora sai cosa ti dico? Sarò anche ingrassata, ma tu puzzi» disse la gemella di sinistra.

«Come ti permetti di dire una cosa del genere? Io non puzzo! Io mi lavo quattrocentodue volte al giorno».

«Certo, ma io intendo che tu puzzi nel senso che fai le puzze!»

«Questo è troppo, adesso basta! Te la sei cercata… vedrai come riduco questa gonna in pezzettini».

Nel frattempo Sveltino aveva avuto un’idea. Con indosso dei baffi finti, il cilindro e il mantello, uscì fuori da una nuvola bianca e disse:

«Gemelle Forbici, ascoltatemi! Sono il misterioso Mago Sveltin. Sono venuto qui per vedere chi è la gemella che salta meglio dal trapezio. La miglior acrobata che…»

«Mago Sveltin? Mai sentito nominare» dissero le gemelle.

«Ebbene, sono un mago che vive in un paese lontano. Ho deciso che per chi di voi due stasera farà meglio il suo numero, farò apparire dal nulla cinquantuno gonnelline rosse, trentatré tutù argentati e tredici guanti color fucsia».

Le gemelle entusiaste di poter ricevere tutti quei doni, fecero in un battibaleno la loro entrata in scena sotto il tendone del Circo Mille Sogni.

Il Bruco D’oro non credeva ai propri occhi. Le gemelle, senza più rancori, si esibirono in pericolosi lanci dal trapezio per poi eseguire il numero più atteso: il triplo salto mortale.

Le gemelle sapevano che quella sarebbe stata la prova decisiva, così decisero di fare il salto con la benda sugli occhi.

«Un numero del genere non si era mai visto, cari spettatori! E ora, rullo di tamburi!» annunciò il Bruco D’oro. Ed ecco che la prima gemella si coprì gli occhi e subito dopo anche l’altra. Eseguirono il salto, mentre il pubblico, estasiato dalla loro bravura, rimase a bocca aperta.

«Oh no! Le gemelle hanno eseguito il saltato mortale bendate ma… il volo è troppo breve, finiranno con lo spiaccicarsi per terra!»

Sveltino e il Bruco D’oro non sapevano cosa fare, se le gemelle non trovavano subito un appiglio, per loro era la fine.

Tutti chiusero gli occhi, nessuno aveva il coraggio di guardare. Quando a un tratto, come per magia, dopo aver volteggiato in aria come due farfalle, le gemelle si levarono le bende e arrivarono a terra perfettamente in piedi e senza un graffio.

Fu un vero spettacolo! Tutto il Circo Mille Sogni si alzò in piedi e scoppiò in un applauso fragoroso! Le acrobate furono riempite di complimenti, ma a loro non importava: volevano il Mago Sveltin.

 

«Care Gemelle Forbici», disse il Bruco D’oro, «il mago è dovuto tornare nel suo paese lontano, ma mi ha detto di donarvi una rosa».

«Puah! Una rosa? Siamo allergiche alle rose, noi vogliamo i nostri vestiti!»

«Mi ha anche detto di dirvi», disse il Bruco D’oro, «che la prossima volta ve li porterà».

«La prossima volta? Noi li vogliamo ora, perché siamo state brave».

«Eh no sorella, tu sei stata brava, io solo così così» disse la gemella di destra.

«Come al solito ti sbagli sorellina, sei stata più brava tu» disse la gemella di sinistra.

«Bugiarda! Non è vero!» disse quella di destra.

«Bugiarda io? Allora tu sei una stupida!»

«Come ti permetti? E tu allora sei un asino!»

«Parla quella che in matematica aveva sempre due e copiava da me…»

Fu così che le due acrobate si dimenticarono dei doni del mago, per loro infatti non c’era proprio speranza. Le gemelle andarono avanti tutta la sera esibirsi nel loro numero preferito, ovvero quello di farsi dei complimenti sempre molto…“TAGLIENTI”.

 

 

 


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