⭐ Editore: Marcos y Marcos ⭐ Collana: Alianti ⭐ Genere: Narrativa ⭐Pubblicazione: 25/10/2012 ⭐Numero di pagine: 288 ⭐Cod.EAN: 9788871686301 ⭐Prezzo di listino: 16 € ⭐Lingua: Italiano

Fiabe della buonanotte: La Cosa

Fiabe della buonanotte!

Quando arriva il momento di mettere a nanna i vostri bambini, si tenta qualunque cosa. C’è chi li fa giocare, chi li coccola con un lungo bagnetto.  Altri invece provano a tenerli in braccio, a cullarli fino a che non chiudono gli occhietti, o c’è chi usa metodi alternativi come le tisane nel biberon, o cose simili. Ogni giorno si segue un lento rituale in modo da creare un’abitudine o una situazione di relax.

Spesso e volentieri però, questi metodi falliscono tutti, o quasi. I bambini ne sanno una più del diavolo e quando arriva è il momento di dormire se ne inventano di tutti i colori.

Quindi cosa fare prima della nanna, giocare o leggere?In una parola? LEGGERE DELLE FIABE DELLA BUONANOTTE!

 

 

 

 

LA COSA

 

  

Nel buio di un balcone al secondo piano di una casa di Farfax City, una polverosa contea del selvaggio West, c’era un armadio. Già, all’apparenza poteva sembrare un armadio come tutti gli altri…

«È speciale quel posto, lo sai? E sono in pochi a saperlo…»

«Sapere cosa?»

«Sapere che lì dentro, nascosto tra le zappe e i forconi, vive quello che tutti conoscono come: “LA COSA”».

Lo sceriffo Vermut, un moscerino di piccola taglia, bevve un altro sorso di whiskey e poi disse:

«Non sai chi sia, vero, pivello?»

Occhio di ragno fece di no con la testa.

«Ora ti racconto la sua storia: c’è chi dice che sia alto quanto una zucchina, e che abbia zampe lunghe come le ali di un gabbiano. Altri dicono che sia velocissimo, impossibile da raggiungere. In molti hanno provato ad acciuffarlo, ma nessuno ci è mai riuscito. Alcuni sono convinti che sia un tipo a posto, uno come noi, un buono, altri invece sono pronti a giurare che sia uno spietato assassino. Una cosa è certa: quando in città c’è bisogno di aiuto, LA COSA arriva e risolve tutto».

«Tu lo hai mai visto?»

«Se l’ho mai visto? Gli devo la mia vita! Io, lo sceriffo di questa contea non sarei ancora in vita se non fosse stato per lui. Ricordi la banda delle formiche proiettile?»

«Sì, me la ricordo eccome».

«Già, quelle quattro sorelle per poco non mi facevano fritto. Erano riuscite a rapinare la banca di Farfax City e si erano nascoste qui, al Saloon del vecchio Loc, proprio sotto le assi su cui siamo ora».

Occhio di ragno guardò il pavimento sotto le sue otto zampe.

«Le sorelle sapevano di essere in trappola ed erano pronte a far saltare tutto con la dinamite. Anzi non aspettavano altro che accendessi il mio sigaro… e il Saloon avrebbe fatto BOOOM!»

«E poi cosa è successo?»

«Vuoi la verità? Non ne ho la più pallida idea. So solo che un attimo prima avevo il mio sigaro in bocca, e un attimo dopo mi sono ritrovato seduto sopra le sorelle proiettile imbavagliate e legate con il filo della dinamite e i soldi della rapina ammonticchiati di fianco a loro».

«Sei mai riuscito a parlare con LA COSA?»

«No, mai una volta, ma ho sempre saputo come comunicare con lui».

«E come?»

«I lamponi. Ne va matto, soprattutto quelli mezzi marci. Ogni volta che ci tira fuori dai pasticci, io gli lascio una ciotola di lamponi sul balcone, e so che prima o poi li farà fuori tutti. Tranne l’ultima volta».

«In che senso? Cos’è successo l’ultima volta?»

«L’altro giorno, visto che ci aveva aiutato ad acchiappare un pericoloso criminale che fuggiva da diverso tempo, TexGrill…»

«TexGrill? Il criminale numero uno di Farfax City!»

«Esatto proprio lui, figliolo. Allora io, come mio solito, gli ho portato un bel vaso di lamponi marci. Devi sapere che noi moscerini sentiamo il profumo di frutta marcia da chilometri di distanza… e sono certo che non li ha ancora mangiati. Infatti, oggi sono passato a controllare e i lamponi sono ancora tutti là. Questo è strano, molto strano».

Poi Vermut svuotò il suo bicchiere, si diede una scrollata alle ali, aggiustò il suo cinturone con la pistola e si preparò per uscire dal Saloon.

«Devo andare ora, mia moglie mi aspetta per cena. Ci vediamo Occhio di ragno. Se vedi LA COSA in giro, fammi un fischio!»

«Hasta la vista», fece lui, e lo salutò abbassando il suo cappello da cowboy.

Anche Occhio di ragno uscì dal Saloon e si diresse alla fattoria. Ogni tanto si guardava le spalle, per paura di essere seguito. Arrivato davanti alla stalla, si arrampicò in alto, dove c’era il fienile.

«Sei arrivato finalmente», gli disse Rob Gatta Pelosa, «dove ti eri cacciato? È un’ora che ti stiamo aspettando».

«Calma Rob, ero con lo sceriffo… per assicurarmi che tornasse a casa dalla sua dolce mogliettina Dolly».

«Non abbiamo tempo da perdere!» intervenne, Shinzo, il calabrone giapponese, il secondo criminale più pericoloso di tutto il vecchio West. «Ricordatevi il piano: alle due di questa notte, appena ci sarà il cambio della guardia, mi avvicinerò alle due api-guardie e con un solo colpo del mio veleno, sayonara! Li manderò nel mondo dei sogni in due secondi».

«Bravo Shinzo! Appena avrò trovato la cella di TexGrill, Rob Gattapelosa s’infilerà tra le sbarre e aprirà la serratura, mentre tu Shinzo, starai fuori e se arriva qualcuno verrai ad avvisarci. Tutto chiaro?»

Tutti annuirono a Occhio di ragno e tornarono a buttarsi sul fieno per riposare: li aspettava una lunga notte.

Nel frattempo un’ombra si aggirava dalle parti della prigione. Era mezzanotte passata, e Milly, la lucciola fidanzata di Occhio di ragno, aveva fatto brillare il suo corpicino per ben due volte. TexGrill ne era certo, quello era il segnale: tra poco i suoi compagni sarebbero venuti a liberarlo.

Eppure allo sceriffo c’era qualcosa che non tornava quella sera mentre se ne stava sdraiato a letto cercando di dormire. La sua vecchia ferita all’ala destra gli faceva male, e quando le cose stavano così, c’erano solo guai in vista.

«Tesoro non ci metterò molto, faccio un giro in città per vedere se è tutto a posto».

E così lo sceriffo Vermut indossò il suo pesante cinturone, si mise al petto la sua grande stella da sceriffo e uscì.

Faceva caldo come quasi tutte le notti a Farfax City, e lo sceriffo, arrivato alla piazza centrale, s’imbatté per caso in Milly, la fidanzata di Occhio di ragno.

«Buonasera signorina, come mai in giro a quest’ora della notte?»

«Salve sceriffo. Oh no, così, avevo bisogno di prendere un po’ d’aria».

«Capisco, anch’io sono uscito per lo stesso motivo… allora buonasera», Vermut alzò il suo cappello e osservò Milly allontanarsi.

Nel frattempo, proprio davanti alla prigione, Shinzo, con un colpo di coda, aveva messo a dormire le api-guardie mentre Occhio di ragno e Rob si stavano avvicinando alle celle.

«Ehi Rob cosa c’è?» bisbigliò Occhio di ragno.

«Perché me lo chiedi? Non ti ho chiamato» rispose Rob, scocciato.

«Ma se mi hai appena fatto toc toc sulla schiena…»

«Occhio di ragno io non ti ho toccato!»

Fecero due passi, e con le zampe calpestarono qualcosa di appiccicoso…

«Ehi Occhio, cos’è questa roba per terra?»

«Milly vieni qui, accendi la luce!»

Milly illuminò col suo corpicino il pavimento e videro che era tutto sporco di una strana polpa molliccia di colore rosso…

«E se fosse una trappola?»

«Rob, non dire scemenze! Nessuno sa del nostro piano».

«Muovetevi sciocchi, sono qui, fate presto! Aprite la cella» ordinò TexGrill, che non vedeva l’ora di svignarsela.

Rob Gatta Pelosa in due secondi aprì le sbarre, quando a un tratto Shinzo avvisò gli altri che stava arrivando qualcuno.

Era proprio così, lo sceriffo li aveva scoperti!

«Bene bene bene», disse Vermut «è da tutta la vita che muoio dalla voglia di catturarti caro Shinzo, e ora eccoti qui!»

«Mi sa che dovrai aspettare ancora un bel po’ prima di riuscirci!»

Shinzo preparò il suo ago e… senza sapere come, si ritrovò legato a un palo e col sedere e il pungiglione dentro un grosso lampone marcio.

Nel frattempo, mentre lo sceriffo ammanettava le ali del grosso calabrone, gli altri tentarono la fuga.

«Ehi capo, non riesco più a muovermi!» disse Rob Gatta Pelosa.

«È vero, è come fossimo incollati!» aggiunse Occhio di ragno.

Anche TexGrill, appena saltato fuori dalla cella, finì su quella rossa polpa appiccicaticcia.

Erano spacciati. Grazie a LA COSA che aveva agito senza farsi vedere, tutti i peggiori criminali di Farfax furono catturati!

«Ehi Sceriffo, dicci una cosa… come sapevi che eravamo qui?» chiese Occhio di ragno prima di finire in cella.

«Non lo sapevo, noi moscerini sentiamo il profumo di frutta marcia da chilometri di distanza, e se non fosse stato per LA COSA e per questi lamponi, non vi avrei mai acciuffato».

E fu così che nessuno seppe e nessuno vide un normalissimo armadio al secondo piano di una polverosa casa di Farfax City, la cui porta si stava lentamente richiudendo… Ancora una volta LA COSA aveva aiutato lo sceriffo e ora la città poteva dormire sonni tranquilli.

 

 


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