⭐ Editore: Marcos y Marcos ⭐ Collana: Alianti ⭐ Genere: Narrativa ⭐Pubblicazione: 25/10/2012 ⭐Numero di pagine: 288 ⭐Cod.EAN: 9788871686301 ⭐Prezzo di listino: 16 € ⭐Lingua: Italiano

Fiabe della buonanotte: Aladino

Fiabe della buonanotte!

Quando arriva il momento di mettere a nanna i vostri bambini, si tenta qualunque cosa. C’è chi li fa giocare, chi li coccola con un lungo bagnetto.  Altri invece provano a tenerli in braccio, a cullarli fino a che non chiudono gli occhietti, o c’è chi usa metodi alternativi come le tisane nel biberon, o cose simili. Ogni giorno si segue un lento rituale in modo da creare un’abitudine o una situazione di relax.

Spesso e volentieri però, questi metodi falliscono tutti, o quasi. I bambini ne sanno una più del diavolo e quando arriva è il momento di dormire se ne inventano di tutti i colori.

Quindi cosa fare prima della nanna, giocare o leggere? In una parola? LEGGERE DELLE FIABE DELLA BUONANOTTE!

ALADINO

C’era una volta un giovane di nome Aladino che viveva in una città dell’Arabia. Suo padre, che faceva il sarto, lo rimproverava sempre perché non aveva nessuna voglia di lavorare. Quando il buon uomo morì, Aladino si ritrovò a bighellonare con gli amici tutto il giorno. Capitò che venne da lui uno straniero con un vistoso anello:

«Sei tu il figlio del sarto?» chiese.

«Sì,» rispose Aladino «ma mio padre è morto.»

L’uomo scoppiò a piangere affranto:

«Il mio povero fratello!» singhiozzò.

«Desideravo tanto rivederlo e sono venuto apposta per riabbracciarlo! Che disgrazia…» disse.

Il giovane era stupito: per quanto ne sapeva, suo padre non aveva alcun fratello e quell’uomo non gli assomigliava affatto. Non sapendo che fare, lo portò da sua madre, che non lo aveva mai visto. Tra i suk e i bazar si aggira un mago astuto che cerca un giovane da cui vuole un aiuto. Inganni e sortilegi invano egli compirà e prima o poi le sue malefatte pagherà. La donna fu comunque felice di averlo incontrato, perché l’uomo promise di far diventare ricco il ragazzo. Lo condusse in un luogo dove avrebbero trovato un grande tesoro:

«Caro nipote, tra poco ti farò diventare molto ricco» gli disse. «Vedi questo masso? Dovrai spostarlo e ti troverai in una caverna colma di pietre preziose, che saranno tue.»

Aladino era perplesso e aveva ragione: quell’uomo non era suo zio, ma un mago malvagio, che voleva prendere una lampada magica con enormi poteri. Aveva scoperto che solo Aladino avrebbe potuto sollevare la pietra che chiudeva la caverna e voleva servirsi di lui. Per convincerlo, gli regalò il suo anello, che era magico; in cambio doveva dargli la lampada. Il ragazzo entrò nella caverna e vide alberi con grappoli di brillanti, si riempì le tasche con le gemme, poi prese la lampada. Quando tornò all’imboccatura, il mago voleva farsela dare e pensava di rinchiudere Aladino nella caverna. Il giovane, che aveva dei sospetti, disse:

«Prima fammi uscire».

«No, prima la lampada» ribatté il mago e, di fronte ai rifiuti di Aladino, lo chiuse nella caverna.

Il povero ragazzo si disperò e, mentre pensava a come uscire, strofinò le dita sull’anello: si sprigionò un lampo di luce e apparve un genio.

«Padrone, comanda ciò che desideri e io ti accontenterò» esclamò il genio.

«Voglio tornare subito a casa» disse prontamente Aladino. E un attimo dopo si trovò già davanti a sua madre. Le raccontò quello che gli era successo, le mostrò le pietre preziose, l’anello e anche la lampada misteriosa. La donna rimase incantata e, vedendo che era un po’ impolverata, si mise a lucidare la lampada da ogni parte. Un istante dopo apparve un altro genio, più potente del primo, che disse:

«Sono il tuo schiavo: esprimi un desiderio e io lo esaudirò».

Siccome erano poveri e non avevano molto da mangiare, chiese cibo in abbondanza per ogni giorno e la tavola si ricoprì di delizie a pranzo e a cena. Un giorno, mentre passeggiava, Aladino vide la figlia del re, che era di una bellezza incantevole, e se ne innamorò perdutamente. Decise, quindi, di chiederla in sposa e ne parlò con sua madre.

«Sei impazzito, figlio mio?» chiese la donna.

Aladino la rassicurò e le chiese di andare dal re con una ciotola colma di diamanti, dicendogli che erano un omaggio da parte di suo figlio e che chiedeva la mano della principessa. Il re disse che avrebbe acconsentito solo se il ragazzo gli avesse portato piatti e monete d’oro. Aladino strofinò la lampada e il genio li fece comparire. Il re, colpito da un simile dono, diede il suo consenso e le nozze furono presto celebrate. Aladino, inoltre, chiese al genio della lampada di costruire un magnifico palazzo per lui e la sua sposa. Il mago malvagio, intanto, non si dava pace e cercò di scoprire se il ragazzo era morto nella caverna o se era riuscito a fuggire. Venne, così, a sapere che era vivo e che aveva sposato la principessa. Decise, quindi, di partire immediatamente per l’Arabia e si recò proprio davanti al palazzo del giovane.

Quando lo vide, rimase impressionato e fu colto da una fortissima rabbia: non poteva sopportare che avesse avuto una simile fortuna. Aspettò che Aladino accompagnasse il re in un viaggio, poi andò dalla principessa vestito da mercante. Usando parole suadenti e un pizzico di magia, la convinse a dargli la lampada, facendole credere che fosse vecchia e priva di valore: in cambio gliene diede una nuova. Non appena ebbe la lampada, ordinò al genio di portare il palazzo di Aladino e tutti i suoi abitanti in Africa. In un attimo, l’intero edificio scomparve nel nulla davanti agli occhi sbalorditi dei passanti. Quando rientrò, Aladino si ritrovò senza il suo palazzo e senza sua moglie, ma non si diede per vinto: strofinò l’anello e apparve il genio che lo aveva fatto uscire dalla caverna.

«Genio, ti prego,» disse il giovane «fai ritornare subito qui mia moglie e il mio palazzo, che sono spariti.»

Il genio rispose affranto:

«Padrone, ogni tuo desiderio è un ordine, ma non posso aiutarti perché è stato il genio della lampada a farli scomparire, ed è molto più potente di me». «Allora portami da mia moglie» esclamò Aladino e un attimo dopo si ritrovò in Africa accanto alla principessa, nel suo bellissimo palazzo.

La fanciulla era in lacrime, perché aveva temuto di non rivedere più suo marito e di restare per sempre lontana dalla sua patria. Insieme escogitarono un piano per riprendersi la lampada: siccome il mago era molto vanitoso, decisero di invitarlo a cena e la principessa avrebbe dovuto fargli molti complimenti. Avrebbero anche messo del sonnifero nel suo vino. Tutto andò per il meglio e, mentre il mago dormiva, Aladino gli sottrasse la lampada, poi la strofinò e fece apparire il genio.

«Ti prego di portare questo mago dove nessuno lo potrà più trovare e di rimettere il palazzo e i suoi abitanti dov’erano prima.»

In un battibaleno, il mago sparì e il palazzo ritornò al suo posto, dove Aladino e la principessa vissero per sempre felici e contenti.

 

 

 


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