⭐ Editore: Marcos y Marcos ⭐ Collana: Alianti ⭐ Genere: Narrativa ⭐Pubblicazione: 25/10/2012 ⭐Numero di pagine: 288 ⭐Cod.EAN: 9788871686301 ⭐Prezzo di listino: 16 € ⭐Lingua: Italiano

Fiabe della buonanotte: Il gatto con gli stivali

Fiabe della buonanotte!

Quando arriva il momento di mettere a nanna i vostri bambini, si tenta qualunque cosa. C’è chi li fa giocare, chi li coccola con un lungo bagnetto.  Altri invece provano a tenerli in braccio, a cullarli fino a che non chiudono gli occhietti, o c’è chi usa metodi alternativi come le tisane nel biberon, o cose simili. Ogni giorno si segue un lento rituale in modo da creare un’abitudine o una situazione di relax.

Spesso e volentieri però, questi metodi falliscono tutti, o quasi. I bambini ne sanno una più del diavolo e quando arriva è il momento di dormire se ne inventano di tutti i colori.

Quindi cosa fare prima della nanna, giocare o leggere? In una parola? LEGGERE DELLE FIABE DELLA BUONANOTTE!

IL GATTO CON GLI STIVALI

 

 

C’era una volta un mugnaio, che aveva tre figli; dopo la sua morte lasciò in eredità al maggiore il suo mulino, al figlio mediano un asino e al minore un gatto. Il più giovane era davvero infelice per quanto gli era toccato: che cosa se ne sarebbe fatto di un gatto? Di certo non avrebbe potuto ricavarci qualcosa di utile, né gli sarebbe servito per campare.

Il furbo animale, però, gli disse:

«Non disperatevi, padrone! Le cose non vanno, poi, così male: vi chiedo solo di procurarmi un bel sacco e un paio di stivali per andare nel bosco. Vedrete che ben presto la sorte vi sorriderà!».

Il giovane era un po’ perplesso, ma avendo visto il gatto cacciare i topi con molta furbizia, tendendo trappole e agguati, pensò di provare a dargli fiducia: forse avrebbe ottenuto qualcosa di buono. L’astuto gatto si mise subito all’opera: riempì il sacco con del mangime e lo lasciò aperto in una conigliera. Si nascose e aspettò, finché non arrivò un coniglio che, attirato dal cibo, venne rinchiuso nel sacco. Il gatto, poi, corse veloce fi no al castello per parlare con il re.

Quando si trovò di fronte al sovrano, gli fece una profonda riverenza e gli disse:

«Maestà, vi prego di accettare questo coniglio che vi manda in dono il mio padrone, il marchese di Carabàs, con i suoi omaggi».

Il re fu molto compiaciuto e rispose contento:

«Di’ al marchese che il suo regalo mi è molto gradito».

Il gatto salutò il sovrano con un bell’inchino e tornò di corsa dal suo padrone. Decise di andare di nuovo a caccia e prese due pernici. Come aveva fatto per il coniglio, si presentò dal re porgendogli nuovamente gli omaggi del misterioso marchese di Carabàs. Il re fu talmente contento del nuovo dono che fece dare una mancia al gatto generoso, il quale continuò successivamente a fare visita a Sua Maestà per portargli sempre selvaggina fresca da parte del suo padrone. Un giorno il gatto venne a sapere che il re aveva intenzione di fare una giro in carrozza lungo il fiume con sua fi glia, la principessa, che era davvero molto bella. Il felino pensò subito di sfruttare al meglio questa occasione.

Andò dal suo padrone e gli disse:

«Ascoltatemi: dovete fare quello che vi dico. Andate a bagnarvi nel fiume nel posto che vi indicherò e poi lasciate fare a me. Se vi comportate come vi dico, la vostra fortuna sarà fatta!».

Il giovane, senza sapere cosa avesse in mente il gatto, decise di seguire i suoi suggerimenti e si recò al fiume, nel punto indicato dal gatto. Intanto l’animale seguì il re e, quando lo vide avvicinarsi al luogo in cui si trovava il suo padrone, gridò con tutto il fiato:

«AIUTO! AIUTO! Il marchese di Carabàs sta affogando nel fiume!».

Il re, avendo riconosciuto il gatto, ordinò alle sue guardie di soccorrere il buon marchese e chiese cosa era successo. L’astuto felino disse che il suo padrone si era recato al fiume per fare un bagno e che dei ladri gli avevano portato via le vesti (che il gatto aveva nascosto) e il denaro che aveva con sé.  Il re diede ordine alle guardie di portare subito al marchese l’abito più sfarzoso ed elegante del suo guardaroba e ne approfittò per esprimere al giovane la sua riconoscenza. La ricchezza delle vesti metteva in risalto la bellezza del marchese e la principessa si innamorò di lui dopo il primo sguardo. Anche il giovane rimase affascinato dalla fanciulla e accettò con gioia di salire sulla carrozza per accompagnarli lungo la strada.

Il gatto, nel frattempo, andò avanti e incontrò dei contadini che lavoravano nei campi lì intorno.

«Brava gente,» disse «se il re vi chiede di chi sono questi campi, dovete rispondere che appartengono al marchese di Carabàs. Se non lo farete, sarete tutti affettati!»

I contadini, spaventati, fecero come aveva detto il gatto e il re si congratulò con il marchese per la grandezza dei suoi possedimenti. Intanto il gatto giunse al castello di un orco ricchissimo, che era il proprietario delle terre che avevano appena visto. Il gatto sapeva che l’orco poteva trasformarsi in qualsiasi animale, così andò da lui con la scusa di rendergli omaggio e gli chiese se sapeva tramutarsi in un leone.

«Certo!» rispose l’orco e lo accontentò in un batter d’occhio. Il gatto fu davvero impressionato e, quando si riprese dallo spavento, disse:

«Mi hanno detto, anche se mi pare impossibile, che avete la capacità di trasformarvi persino in un animale molto piccolo, come per esempio un topo. È vero?».

L’orco rispose prontamente:

«Certo che posso farlo! È un gioco da ragazzi per me!» e, detto fatto, divenne un minuscolo topino che il gatto si pappò in un battibaleno. Il re giunse con la carrozza proprio davanti al castello; il gatto sentì che attraversava il ponte levatoio e corse subito incontro al gruppetto, esclamando:

«Benvenuti al castello del marchese di Carabàs!».

Il sovrano, stupito, si complimentò con il giovane:

«Signor marchese, questo castello è davvero magnifico! Possiamo visitarlo con voi?».

«Certamente!» rispose il giovane incredulo e porse la mano alla principessa per accompagnarla dentro, dove trovarono una tavola che l’orco aveva fatto preparare con ogni delizia. Il re, incantato dalle numerose doti del marchese, gli propose di sposare la principessa, che non desiderava altro. Il giovane acconsentì con gioia e il giorno dopo si celebrarono le nozze. Il gatto divenne un gran signore e visse per sempre felice al castello accanto al suo padrone.

 


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